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| L’Amministrazione comunale e una manovra indecente che colpisce solo i più deboli. |
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20.07.10 Non è possibile tacere di fronte alla manovra finanziaria, approvata al Senato con voto di fiducia e prossima al definitivo passaggio alla Camera, che riteniamo falsa e iniqua: falsa perché falsamente presentata come manovra contro gli sprechi, iniqua perché colpisce solo i ceti più deboli lasciando invariati i privilegi agli evasori fiscali. La manovra prevede, per ridurre l’indebitamento, un aumento delle entrate pari a 22,9 miliardi e una riduzione delle spese pari a 39,1 miliardi, per un importo complessivo nel triennio 2011-2013 di 62 miliardi. I 39 miliardi di riduzione delle spese sono distribuiti tra Stato (3,2 miliardi pari all’8,1%), Regioni (15,5 miliardi di euro pari al 38,7%), Province e Comuni (7,8 miliardi pari al 19,5%), pubblico impiego e pensioni (11,3 miliardi pari al 28,1%), spesa farmaceutica e invalidità (1,9 miliardi pari al 9%). In barba al federalismo il peso maggiore grava proprio su Regioni, Province e Comuni e quindi sui servizi ai cittadini i quali evidentemente sono considerati dal nostro governo tutti dei grandi spreconi. Pressoché nulla è invece la ricaduta sulla spesa dei ministeri che restano, nonostante i leghisti, le vere fonti di spreco di denaro pubblico. Nel 2011 la nostra Regione subirà un taglio complessivo del trasferimento stimato in 148 milioni di euro, la cui gran parte andrà a colpire le spese per i servizi sociali e per la mobilità e i trasporti. Un vero colpo per il cittadino a reddito medio basso che utilizza la rete dei servizi sociali e magari da pendolare si serve di treni regionali o autobus di linea. Anche la sanità subirà tagli che colpiranno la nostra Regione in ordine agli investimenti per la costruzione di nuove strutture e per migliorare le attrezzature delle strutture esistenti (12 milioni in meno per le Marche su un totale di 19) e anche di spesa sanitaria corrente (600 milioni a partire sempre dal 2011). Si tratta, è bene che i cittadini lo sappiano, di tagli a risorse che annualmente le Regioni trasferiscono ai Comuni e alle Province e che ricadranno inevitabilmente anche sulla nostra città, portando allo smantellamento dei pochi servizi rimasti a cominciare dai nidi d’infanzia fino ad arrivare all’assistenza domiciliare integrata (ADI), al Servizio domiciliare con cui i Comuni aiutano le famiglie indigenti a gestire le attività della casa, ai centri diurni per anziani, alle case di riposo, alle residenze protette. Si tratta di una manovra indecente così come indecente è la politica di questo governo “debole coi forti e forte coi deboli”. Ci chiediamo allora: quali strategie ha in serbo la nostra giunta fanese per garantire col suo bilancio tagliato i servizi esistenti, quale politica di tutela delle fasce deboli intenderà avviare già dal prossimo anno, come risponderà ai cittadini quando si troveranno di fronte a chiusure ingiustificabili di servizi essenziali. Come riuscirà la coalizione di centro destra al governo di questa città a giustificare una politica nazionale che colpisce gli enti locali e i servizi essenziali fino ad ora garantiti a fasce fragili di popolazione che non meritano ulteriori umiliazioni. Siamo indignati per quello che sta avvenendo e porteremo avanti la nostra battaglia dentro e fuori il Consiglio comunale affinché tutti i cittadini capiscano che il governo nazionale ci sta prendendo in giro tutti, giocando con il fuoco della democrazia che per loro, lo vediamo in questi ultimi giorni, rappresenta sempre più un ostacolo insopportabile a biechi interessi personali. IL PARTITO DEMOCRATICO DI FANO |


